Liam Gallagher sorprende molti e forse anche se stesso con ‘As You Were’

Liam Gallagher, che sarà in Italia per due date, il 26 febbraio al Fabric di Milano e il 27 febbraio al Granteatro Geox di Padova, già entrambe SOLD OUT è stato tributato dalla rivista NME con la sua onorificenza più illustre,
il “Godlike Genius” con tanto di statuetta a forma di gigantesco dito medio.

I fratelli Gallagher sono diventati i “Caino e Abele”della musica; sulle spalle di Liam ha una presunta verità, ripetuta, sussurrata o pensata tante volte: “Liam Gallagher è un cantante mediocre, privo di talento, che ha sempre vissuto grazie alle abilità artistiche di suo fratello”.
L’ex frontman degli Oasis decide di pubblicare un disco da solista, As you were, ad un mese dall’uscita della nuova fatica del genio di famiglia, il fratello Noel, e il disco del presunto “fratello scarso” ha conquistato tutti. Disco di platino, un tour che è andato completamente sold out in meno di 2 ore, critica e pubblico ai suoi piedi e, soprattutto, la netta sensazione che la musica abbia ancora maledettamente bisogno di uno come lui.


E’ stato un disco potente nella sua semplicità e, come detto dallo stesso Gallagher, “non c’era l’ambizione di scoprire la ruota” (probabilmente riferendosi ai tentativi estrosi del fratello) o di fare un disco che sarebbe passato alla storia della musica. C’era la voglia di fare un disco Rock and Roll in un periodo in cui nessuno sembra più interessato a farlo.
A tutti quelli che speravano che As you were sarebbe stato l’ennesimo buco nell’acqua discografico, non è rimasto che ritornare alla vecchia storia che Liam non ha scritto quelle canzoni ma che anzi sia stato aiutato da un team di produttori di primissimo livello (Andrew Wyatt e Greg Kurstin su tutti). Anche su questo, la risposta del frontman “made in Manchester” è la migliore che si potesse dare:
“Sono sempre stato un cantante di una band. Qualsiasi cosa mi porti su quel palco va bene. Non scrivo canzoni, l’ho detto più di una volta. Non farò mai un album interamente da solo con una chitarra. Sergio Aguero (attaccante della sua squadra del cuore, Manchester City: ndr) non difende, ma quando la palla arriva in attacco la ficca dentro. Non sarà un calciatore capace di fare tutto, ma lì davanti comanda lui. Ecco, io mi vedo così”.


Liam nel corso della sua carriera è caduto più volte. Oggi, per la prima volta nella sua vita, i riflettori sono tutti su di lui. Qualcosa nel suo sguardo sembra rivelare la consapevolezza che si potrebbero spegnere da un momento all’altro. Ma, come dice una famosa canzone degli Oasis, essere una rockstar non è un premio alla carriera, a volte lo si può essere anche solo per una notte.