Rock Revolution Story: OASIS

Rock Revolution Story

Rock Revolution Story: 17-05-2020 – Oasis

Ogni Domenica dalle 19:00 su Radio One
“Rock Revolution Story” il mondo del Rock raccontato alla radio con Filippo Brancato
La Puntata di oggi: Oasis

 

Gli Oasis sono un gruppo rock inglese formatosi nel 1991 a Manchester e tuttora in attività. 

Guidato dal chitarrista, vocalist e paroliere Noel Gallagher e dal fratello, vocalist e paroliere Liam Gallagher, quello degli Oasis è uno dei gruppi che hanno avuto maggiore successo e influenza nella società britannica e nel mondo tra quelli nati negli anni Novanta nell’ambito del movimento Britpop, fino ad assurgere a vero e proprio fenomeno di costume. La loro musica, a metà tra il rock anni settanta e il rock and roll, ha saputo dare un nuovo significato al termine Britpop, mentre i loro litigi e il loro atteggiamento talvolta bizzoso e rude sono stati oggetto di un’attenzione crescente da parte dei media. I fratelli Gallagher sono gli unici membri della formazione originaria rimasti a far parte della band. 

Hanno origine a Burnage da una band formatasi verso la fine degli anni ’80 chiamata The Rain, nome tratto da una b-side di un singolo dei Beatles. Inizialmente il gruppo era composto da Paul McGuigan, detto “Guigsy”, al basso, da Paul Arthurs, detto “Bonehead”, alla chitarra, da Tony McCarroll alla batteria e da Chris Hutton al canto. Quando quest’ultimo lasciò la band, Guigsy chiese al suo compagno di scuola Liam Gallagher di rimpiazzarlo. Liam accettò e propose di cambiare il nome del gruppo in Oasis, ispirato da un poster appeso ai muri della sua stanza e che riportava la scritta “Oasis Leisure Centre in Swindon”. 

La band provava una volta a settimana, ma stentava a decollare. Secondo Liam il problema erano i testi che venivano scritti da lui e Bonehead e che parevano davvero mediocri. Serviva qualcuno capace di scrivere bei testi e di lanciare la band. Intanto il fratello maggiore di Liam, Noel Gallagher, che si trovava negli Stati Uniti dove faceva il roadie per un tour americano degli Inspiral Carpets, nel corso di una telefonata a casa scoprì che il fratello minore era entrato a far parte di una band. Conoscendo le qualità del fratello, Liam pensò subito a lui come quell’elemento mancante capace di poter portare in alto il gruppo. La passione di Noel, infatti, era quella di scrivere canzoni. Liam decise quindi di invitarlo ad assistere a un’esibizione del gruppo al night-club Boardwalk di Manchester, nell’agosto 1991. Dopo aver visto l’esibizione, Noel riferì apertamente al fratello che la band non gli piaceva affatto e accettò di entrarvi solamente a patto di esserne il leader, l’unico compositore e il chitarrista principale. 

Con Noel Gallagher l’approcciò musicale degli Oasis si indirizzò verso una maggiore semplicità. Dopo aver trascorso oltre un anno ad esibirsi nei vari locali di Manchester, nel maggio del 1993 la band ebbe finalmente la sua grande occasione. Gli Oasis erano stati invitati da una band chiamata Sister Love a suonare al King Tut’s Wah Wah Hut Club di Glasgow, in Scozia. Noel e Bonehead raccolsero il denaro necessario, noleggiarono un furgone e partirono insieme agli altri membri del gruppo per un viaggio di sei ore. Inizialmente la loro richiesta di ingresso fu respinta poiché non erano previsti in scaletta. Il rifiuto avrebbe suscitato le ire della band, che si sarebbe fatta largo con le maniere forti (sebbene i componenti del gruppo abbiano fornito versioni contrastanti in merito). Alla fine, in qualche modo, la band riuscì ad ottenere uno spazio per suonare qualche brano. La loro esibizione impressionò molto Alan McGee, produttore discografico della Creation Records, etichetta indipendente minore di proprietà della Sony, il quale era lì per assistere alla performance di un’altra band, i 18 Wheeler. A fine serata McGee si avvicinò al gruppo per chieder loro se poteva avere una demo con qualche loro canzone. Qualche giorno dopo Noel lo accontentò consegnandogli una cassetta dal nome Live Demonstration, dove comparve per la prima volta quello che sarebbe diventato lo storico logo del gruppo, disegnato per l’occasione da Tony French. Dopo aver sentito questa cassetta McGee rimase ancora più colpito del potenziale della band e decise quindi di offrire al gruppo il loro primo contratto discografico appena quattro giorni dopo. A causa di problemi sorti nella stipula di un contratto valido negli Stati Uniti, gli Oasis finirono poi per firmare un contratto mondiale con la Sony, che a sua volta assegnò gli Oasis alla Creation Records per il Regno Unito. Noel disse di avere moltissime canzoni già pronte. Solamente tempo dopo sarebbe emersa la verità, cioè che in quel momento gli Oasis avevano al massimo pronte solo una decina di canzoni. 

La prima canzone del gruppo che iniziò a circolare fu una demo di Columbia, la famosa “White Label”. Nell’aprile del 1994 uscirono, invece, i primi due singoli, Supersonic e Shakermaker. I due pezzi ebbero un discreto successo, guadagnandosi il passaggio nelle radio ed entrando nella Top 40 inglese ma fu con il terzo singolo, Live Forever, che gli Oasis iniziarono a farsi conoscere veramente, entrando per la prima volta nella top 10 dei singolo inglesi, alla posizione numero dieci. Trascinato dal buon risultato dei singoli, il 30 agosto 1994 uscì l’album di debutto della band, Definitely Maybe, che andò direttamente a collocarsi alla prima posizione in classifica ed entrò nella storia come album di debutto capace di vendere più copie nel minor tempo. L’album ottenne anche il record di vendite inglese per un album di debutto. 

Intanto i litigi e la vita turbolenta dei due fratelli divennero oggetto di attenzione da parte dei media. Durante la prima tourneè del gruppo negli Stati Uniti, nel settembre 1994, durante un’esibizione a Los Angeles Liam, sotto l’effetto di metanfetamina, si lasciò andare a commenti offensivi nei riguardi del pubblico statunitense e aggredì Noel con il tamburello. Quest’ultimo ne rimase talmente scosso da lasciare la band per volare a Las Vegas (fu in questa occasione che scrisse la canzone Talk Tonight). La band rischiò quindi seriamente di sciogliersi, ma, grazie alla mediazione di Tim Abbot della Creation, Noel fu convinto a tornare sui propri passi e si riappacificò ancora una volta con il fratello. Il tour poté così ripartire da Minneapolis. 

Il 10 ottobre 1994 uscì il quarto singolo estratto da Definitely Maybe, Cigarettes & Alcohol, mentre a Natale fu la volta di Whatever, che divenne il primo singolo del gruppo a raggiungere la top 5 delle classifiche britanniche, dove entrò direttamente al terzo posto. Quest’ultimo è inoltre l’unico singolo a non essere mai comparso in nessun album o raccolta della band. 

Nell’aprile del 1995 gli Oasis raggiunsero per la prima volta la vetta della classifica inglese con il singolo Some Might Say, uscito il 24 aprile. Cinque giorni prima il batterista Tony McCarroll era stato escluso dal gruppo. McCarroll disse di essere stato “cacciato ingiustamente per via di uno scontro personale” con i fratelli Gallagher, ma Noel motivò l’allontanamento dicendo che “Tony non sarebbe stato in grado di suonare la batteria nelle nuove canzoni“. Al suo posto subentrò il londinese Alan White, fratello di Steve White, batterista del gruppo di Paul Weller. Alan debuttò alla batteria degli Oasis proprio durante un’esecuzione dal vivo di Some Might Say. 

In questo periodo la stampa inglese montò e amplificò una rivalità tra Oasis e Blur, altra band emergente nel panorama della musica inglese e, in particolare, del nuovo genere Britpop. A dire il vero in un primo momento gli Oasis non si definivano band del movimento britpop e non furono invitati al programma “Britpop Now” della BBC, condotto dal cantante dei Blur, Damon Albarn. Un primo contatto tra i due gruppi si era già avuto nel corso di un’altra trasmissione condotta da Albarn, quando gli Oasis suonarono Whatever a Top of the Pops, presentati proprio dal frontman dei Blur. Durante la presentazione Liam e Noel non risparmiarono gesti irriguardosi alle spalle di Albarn. Fu così che nacque quella che sarà considerata, con espressione giornalistica, la “Battaglia delle band” (Band battle), combattuta sul piano commerciale e mediatico. La rivista NME arrivò a definire la sfida, in una famosa copertina, il “Campionato inglese dei pesi massimi”. L’uscita di Roll With It, singolo degli Oasis, e di Country House, singolo dei Blur, venne programmata infatti lo stesso giorno, il 14 agosto 1995, alimentando ancor di più la rivalità. 

Nel settembre dello stesso anno, il bassista Paul McGuigan lasciò il gruppo per poco tempo a causa di esaurimento nervoso. Durante questo periodo fu sostituito da Scott McLeod degli Ya-Yas, che comparve anche in alcune esibizioni dal vivo, prima di andarsene bruscamente durante un tour del gruppo negli Stati Uniti. In seguito McLeod chiamò Noel Gallagher e gli riferì di sentire di aver preso la decisione sbagliata. Gallagher replicò seccamente: “Lo credo anch’io. Buona fortuna quando ti presenti all’ufficio di collocamento”. Per completare il tour fu arruolato nuovamente McGuigan, convinto a tornare a far parte della band. 

Intanto erano finite le registrazioni del secondo album, iniziate a maggio ai Rockfield Studios di Monmouth. (What’s the Story) Morning Glory? uscì a ottobre e divenne subito un successo commerciale di proporzioni enormi. La band di Manchester ottenne così la rivincita sui Blur, dato che, ad oggi, il disco ha venduto nel mondo oltre 20 milioni di copie e compare al terzo posto nella classifica degli album più venduti di tutti i tempi nel Regno Unito, dove ha venduto oltre 4.300.000 copie. L’album, dal sound più melodico del precedente, contiene pezzi che hanno fatto la storia del gruppo e che hanno rappresentato un inno di una generazione. Il primo singolo ad essere stato estratto dopo l’uscita dell’album fu Wonderwall, che raggiunse la top ten delle classifiche dei singoli americani (unico singolo della band ad aver raggiunto questo risultato) e resta forse la canzone più famosa del gruppo, mentre il singolo successivo, Don’t Look Back in Anger, fu quello più venduto del 1996 nel Regno Unito. 

Gli Oasis tennero i loro primi due concerti all’aperto come headliner al Maine Road Football Ground di Manchester il 27 e il 28 aprile 1996 ma fu nell’estate dello stesso anno che il gruppo toccò il picco della fama, quando ben 250.000 persone assistettero al parco di Knebworth a uno dei più grandi concerti all’aperto mai realizzati in Inghilterra. La frase pronunciata da Noel Gallagher all’inizio del concerto (“This is history, this is history, right here, right now…”, “La storia è qui, adesso, stiamo facendo la storia”) rimase celebre. L’avvenimento consacrò gli Oasis come star internazionali: il loro successo era ormai all’apice. 

Il mese successivo si rivelò, tuttavia, difficile per la band, ma in realtà l’intero 1996 fu l’anno in cui lo scioglimento degli Oasis sembrò più che mai imminente. Il 23 agosto il gruppo registrò una puntata di MTV Unplugged alla Royal Festival Hall, ma Liam diede forfeit per mal di gola. Nonostante la defezione, Liam presenziò ugualmente in sala e, da un balcone, assistette all’esibizione acustica del fratello con in mano sigarette e birra, ironizzando su di lui nelle pause tra un brano e l’altro. Di lì a quattro giorni la band sarebbe partita in tour per gli Stati Uniti, ma Liam si rifiutò di unirsi al resto del gruppo, che decise di recarsi ugualmente oltreoceano, continuando il tour con Noel come cantante. Liam, che aveva lasciato gli Stati Uniti dicendo di voler “cercare casa”, raggiunse i suoi compagni il 29 agosto, ma poche settimane più tardi fu Noel a tornare a casa senza la band, la quale, a sua volta, lo raggiunse con un altro volo. Sull’episodio si concentrarono le speculazioni dei media, che ipotizzarono lo scioglimento del gruppo, ma la riconciliazione tra i due fratelli non si fece attendere. Così la band riprese il tour regolarmente, ma a settembre tra Noel e Liam scoppiò, a Charlotte, una nuova lite, in seguito alla quale Noel decise di abbandonare il resto della band e tornare in Inghilterra, mettendo nuovamente a repentaglio il futuro del gruppo. La casa discografica cancellò i restanti quattro concerti degli Oasis negli Stati Uniti, espresse dubbi sulla prosecuzione del tour europeo e tentò di minimizzare l’accaduto. Secondo i media britannici alla base del dissidio ci sarebbero stati i contrasti mai sopiti tra Noel e Patsy Kensit, l’allora compagna di Liam (chiamata “Yoko” da Noel, che paragonò la sua influenza a quella, negativa, che Yoko Ono ebbe sui Beatles), e una questione di denaro: Noel, grazie ai diritti d’autore, guadagnava circa 15 milioni di sterline all’anno, contro i 2,5 milioni degli altri componenti. 

Dal novembre 1996 al marzo 1997 la band si riunì per registrare il terzo album, Be Here Now. Il disco, che uscì il 21 agosto 1997, fu anticipato dal singolo D’You Know What I Mean?, lungo brano dalle numerose influenze elettroniche, ispirato da Setting Sun, canzone frutto della collaborazione di Noel con i Chemical Brothers, e forse unico nel repertorio della band. La canzone raggiunse subito la prima posizione nella classifica dei singoli mondiali. 

Fu, probabilmente, questo l’album più atteso nella storia del gruppo e, come tale, divenne oggetto di particolare attenzione da parte dei media e del pubblico. 

Grazie all’incessante attesa e all’enorme pressione della stampa, il disco si piazzò direttamente al primo posto nelle classifiche di vendita britanniche e diventò l’album venduto più velocemente di sempre nel Regno Unito ed ottenne molto successo di vendite anche negli Stati Uniti, dove riuscì a piazzarsi al secondo posto delle classifiche di vendita, per quello che ancora oggi è il miglior piazzamento raggiunto degli Oasis in una classifica musicale statunitense. 

Sebbene le prime recensioni fossero molto positive, una volta spentosi l’entusiasmo generale per l’uscita del nuovo disco, l’album iniziò a ricevere critiche molto pesanti. Le maggiori accuse si indirizzarono verso la scarsa originalità del disco, secondo alcuni ai limiti del plagio: D’You Know What I Mean, per esempio, è costruito sui medesimi accordi di Wonderwall. Altro oggetto di critica fu l’eccessiva lunghezza e ripetività di molti brani dell’album. Il CD, infatti, dura più di 70 minuti ed è il più lungo della discografia degli Oasis. Negli anni successivi l’album fu comunque, almeno in parte, rivalutato, anche se lo stesso Noel Gallagher considera questo il lavoro peggiore del gruppo. 

Durante il Be Here Now Tour, conclusosi con una disastrosa tournée negli Stati Uniti, avvenne l’ennesimo litigio tra Liam e Noel. In quel periodo alcune dichiarazioni di Noel avevano alimentato nuove voci su un eventuale scioglimento della band, ma ancora una volta la Creation Records smentì le illazioni. 

La band rimase lontano dagli studi fino al 1999 ano in cui il gruppo affrontò forse il suo periodo più duro. Durante le registrazioni del nuovo album, Standing on the Shoulder of Giants il chitarrista Bonehead decise, di lasciare il gruppo. All’epoca l’abbandono fu descritto come amichevole: Noel dichiarò che Arthurs intendeva trascorrere più tempo accanto alla propria famiglia, mentre lo stesso Arthurs chiarì la sua scelta dicendo di volersi “concentrare su altre cose”. In seguito, però, Noel fornì versioni contraddittorie: Arthurs avrebbe violato la regola “no drink or drugs” (“niente bibite e niente droghe”), imposta da Noel in modo che Liam potesse cantare bene, e ne sarebbe nato un litigio. Due settimane dopo fu, invece, il bassista Paul McGuigan a lasciare la band per la seconda e definitiva volta. I fratelli Gallagher, durante una conferenza stampa, smentirono le voci di uno scioglimento e rassicurarono i fan, dicendo: “Il futuro degli Oasis è certo, la storia e la gloria andranno avanti”. 

Gli Oasis erano rimasti in tre, con il solo batterista Alan White al fianco dei fratelli Gallagher. In questo periodo di transizione Noel si vide dunque costretto a suonare da solo tutte le parti di chitarra e basso, insieme con il tecnico del suono, Paul Stacey. La situazione rientrò alla fine dell’anno con l’ingresso alla chitarra di Colin Archer. La band provò per un breve periodo con David Potts, che si defilò in breve tempo, prima di lasciare il posto a Andy Bell, ex chitarrista, paroliere e cantante dei Ride e degli Hurricane #1. Bell, che non aveva mai suonato il basso fino a quel momento, dovette imparare a suonare lo strumento facendo riferimento ad alcune canzoni storiche del repertorio della band, in previsione di un tour in programma negli Stati Uniti per dicembre. Intanto la Creation Records era scomparsa, così gli Oasis crearono un’etichetta propria, seppur affiliata alla Sony, la Big Brother Recordings, nome ispirato al ruolo di Noel Gallagher nella band. 

Il 28 febbraio 2000 uscì Standing on the Shoulder of Giants, album dal sound sperimentale, decisamente lontano dallo stile originario, che nella prima settimana registrò buone vendite. Dal discofurono estratti tre singoli: Go Let It Out, Who Feels Love? e Sunday Morning Call, tutti entrati nella top 5 dei singoli del Regno Unito. Sulla copertina del nuovo album non campeggiava più il logo storico del gruppo, bensì uno nuovo ideato dal neo-entrato Gem Archer, e per la prima volta in un disco degli Oasis comparve una canzone, Little James, scritta da Liam Gallagher. Nonostante un inizio promettente, la critica si dimostrò fredda nei confronti del disco, che rimane il meno venduto nella storia della band. 

In seguito all’uscita dell’album la band avviò un tour mondiale, che si risolse, però, in un altro litigio tra Noel e Liam. Nel maggio 2000 gli Oasis, alle prese con le prime date europee del tour, furono costretti a cancellare la data di Barcellona perché Alan White aveva problemi al braccio e trascorsero la serata bevendo. Liam si lasciò andare ad un commento sprezzante nei confronti dell’allora moglie di Noel, Meg Mathews, e mise in dubbio la paternità della figlia Anais, provocando una colluttazione a seguito del quale Noel decise di abbandonare il gruppo. Liam diventò il leader della band; come chitarrista fu ingaggiato Matt Deighton, mentre Noel fu sostituito da Gem Archer (normalmente chitarrista ritmico del gruppo) e il ruolo di Gem fu svolto da Matt Deighton. Il sound degli Oasis, con l’apporto di Matt Deighton, si fece più punk. Dal tour venne tratto un album live, Familiar to Millions. 

Verso la fine del 2000 gli Oasis tornarono in studio per la realizzazione del quinto album. L’album, pubblicato nel luglio 2002, si chiama Heathen Chemistry e a detta di Noel segna «l’inizio di una nuova era» per la band. Raggiunse la vetta della classifiche britanniche e la posizione numero 23 negli Stati Uniti, anche se i commenti furono di tenore contrastante. Il suono ricorda ancora quello sperimentale di Standing on the Shoulder of Giants, ma è privo di ghirigori elettronici e risulta più vicino all’anima rock delle origini. Da Heathen Chemistry furono estratti quattro singoli: The Hindu Times, Stop Crying Your Heart Out, che divenne uno dei singoli più venduti dell’anno e fu paragonato a Don’t Look Back in Anger per la sua carica di incoraggiamento, Little by Little e Songbird, breve ballata acustica, prima canzone scritta da Liam e dedicata alla compagna Nicole Appleton. 

In seguito all’uscita dell’album, nel 2002, la band avviò un nuovo tour mondiale, durante il quale Liam Gallagher, Alan White e altri tre membri dell’entourage furono coinvolti, a dicembre, in una brutta rissa in un Hotel di Monaco di Baviera con un gruppo di cinque italiani. Gli Oasis furono costretti a cancellare quattro concerti in terra tedesca, ma li recuperarono nell’aprile 2003, terminando in tal modo il tour. 

Alla fine di dicembre del 2003 la band cominciò le registrazioni per il sesto album presso i Sawmills Studios, in Cornovaglia. Il disco fu prodotto per le prime 3-4 settimane dai Death in Vegas. Originariamente prevista per settembre 2004, in modo da coincidere con il decimo anniversario del lancio di Definitely Maybe, l’uscita dell’album fu posticipata a causa dell’abbandono del batterista Alan White, il quale si fece da parte ai primi di gennaio del 2004 dopo quasi nove anni di militanza nel gruppo. A proposito della defezione il fratello Steve White nel 2005 avrebbe dichiarato sul proprio sito web che ad Alan era venuto meno “lo spirito che caratterizza i membri di una band” e che desiderava trascorrere più tempo con la sua fidanzata. Per la lavorazione dell’album venne assunto provvisoriamente Zak Starkey, batterista degli Who e figlio di Richard, meglio noto come Ringo Starr, batterista dei Beatles. 

Il 30 maggio 2005 uscì il nuovo album, Don’t Believe the Truth, il primo dopo tre anni. Come già accaduto per Heathen Chemistry, alla realizzazione delle nuove canzoni collaborarono tutti i membri della band tranne Zak Starkey, peraltro al debutto discografico con gli Oasis. Il disco riscosse subito notevole successo, entrando, come i precedenti cinque del gruppo, al primo posto nella classifica degli album più venduti nel Regno Unito. I primi due singoli, Lyla e The Importance of Being Idle, raggiunsero la prima posizione in classifica. 

Verso la fine del 2005 iniziarono a trapelare delle notizie sulla pubblicazione di una raccolta di greatest hits della band da parte della Sony contro il parere di Noel, che in più occasioni si era detto contrario alla pubblicazione di una raccolta di greatest hits a meno che il gruppo non si fosse sciolto. In un’intervista del dicembre 2005 Noel fece capire che la Sony stava pensando di pubblicare ugualmente la raccolta e che, pur essendo in disaccordo, avrebbe accettato la decisione. Nel settembre 2006 Noel confermò alla Sony l’intenzione degli Oasis di risolvere il contratto discografico, la casa discografica aveva in qualche modo imposto alla band di pubblicare un greatest hits. Il 20 novembre 2006 uscì così Stop the Clocks, con 18 brani tratti da Definitely Maybe, (What’s the Story) Morning Glory?, Standing on the Shoulder of Giants, Heathen Chemistry e Don’t Believe the Truth, oltre ad alcune vecchie b-side. I brani furono scelti dallo stesso Noel e racchiusi in due CD. Contro ogni previsione il best of riscosse un grande successo, vendendo tre milioni di copie nel mondo, nonostante mancassero inediti e fossero stati esclusi tutti i brani dell’album Be Here Now. 

Il 14 febbraio 2007 gli Oasis furono premiati ai Brit Awards con il prestigioso premio “Outstanding Achievement”, per il contributo dato alla musica. A ottobre fu la volta dell’unico rilascio nel solo formato digitale di una canzone degli Oasis. Si trattò di Lord Don’t Slow Me Down, brano contenuto anche nell’omonimo DVD sopraccitato e che esordì al decimo posto nelle classifiche dei singoli del Regno Unito. 

Il recupero di popolarità degli Oasis fu confermato da un sondaggio condotto nel febbraio 2008 dalle riviste Q e HMV per decretare i migliori 50 album britannici degli ultimi 50 anni: due dischi degli Oasis, Definitely Maybe e (What’s The Story) Morning Glory?, furono inseriti rispettivamente al primo e al secondo posto. 

Nel maggio 2008 fu reso noto che Zak Starkey non avrebbe partecipato al tour successivo all’uscita del nuovo disco degli Oasis. Il sostituto di Starkey è Chris Sharrock, noto al pubblico per essere stato il batterista di Robbie Williams, ma non è membro ufficiale, quindi gli Oasis continuano ad essere quattro. 

Nel giugno 2008 la band firmò un nuovo contratto con la Sony per la produzione di tre album. Gli Oasis si erano riuniti negli studi di registrazione da luglio a settembre 2007, ultimando due nuove canzoni e le demo del resto dell’album. Interrotte le registrazioni per un paio di mesi per via della nascita di Donovan, figlio di Noel, il gruppo tornò in studio 5 novembre 2007 e finì le registrazioni verso marzo 2008 con il produttore Dave Sardy. 

 

Il 3 ottobre 2008 esce in Italia il nuovo album Dig Out Your Soul, titolo tratto da un verso della canzone To Be Where There’s Life, scritta da Gem Archer. Noel Gallagher ha dichiarato che Dig Out Your Soul non è un disco britpop, ma un disco dal sound più sperimentale. 

L’album ha subito riscosso notevole successo, piazzandosi al primo posto in Italia, nel Regno Unito e nel mondo per numero di vendite. Dal 1997, con Be Here Now, gli Oasis non raggiungevano una posizione così alta negli Stati Uniti, sebbene le vendite della prima settimana siano inferiori a quelle di Don’t Believe the Truth. Ciononostante I’m Outta Time, secondo singolo, non è andato oltre la dodicesima posizione nel Regno Unito, interrompendo una serie di singoli degli Oasis giunti tutti in vetta alla classifica, da Supersonic in poi. 

Insieme a Dig Out Your Soul sono tornati nelle classifiche britanniche degli album più venduti anche la raccolta Stop the Clocks e l’album del 1995 (What’s the Story) Morning Glory?, che si stima abbia venduto 18 milioni di copie nel mondo, consolidando la propria posizione di disco fondamentale nella scena rock di tutti i tempi. 

Il 28 agosto 2009, a seguito di una lite avvenuta tra i fratelli Gallagher nel backstage, il manager della band annuncia la cancellazione del concerto al Rock-en-Seine, festival nei pressi di Parigi, pochi minuti prima del suo inizio, oltre alla cancellazione delle due restanti date del tour europeo (Milano e Costanza), facendo riferimento ad una imminente dichiarazione di Noel Gallagher. Poco prima di mezzanotte compare sul sito ufficiale del gruppo la dichiarazione di Noel, che abbandona gli Oasis: 

« È con qualche tristezza e con molto sollievo che vi dico che lascio gli Oasis stasera. La gente scriverà e dirà quello che vuole, ma semplicemente io non potrei andare avanti a lavorare con Liam un giorno di più. Porgo le mie scuse a tutti quelli che hanno comperato i biglietti per i concerti di Parigi, Costanza e Milano » 

Nell’ottobre 2009, in un’intervista al Times, Liam Gallagher dichiarò: “Gli Oasis non esistono più, penso lo abbiamo capito tutti. È finita”. Il cantante alluse poi alla probabile carriera da solista del fratello. Ai primi di dicembre rivelò di aver già composto alcune canzoni con Gem Archer, Andy Bell (tornato a suonare la chitarra), Chris Sharrock, Jay Darlington e un nuovo bassista, con i quali si riunì in studio di registrazione a gennaio 2010. Non escluse l’eventualità di proseguire con il nome Oasis, anche se l’idea non si concretizzò. 

La querelle tra i fratelli Gallagher proseguì nel luglio 2011, in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Noel Gallagher alla presentazione del suo nuovo progetto solista all’Electric Cinema di Londra. Noel disse di aver lasciato la band perché “ne avevo abbastanza di Liam” e sostenne che il concerto del 23 agosto 2009 al V Festival era stato annullato non perché Liam aveva la laringite, ma perché Liam era troppo ubriaco per salire sul palco a cantare. Il maggiore dei Gallagher aggiunse: “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’insistenza di Liam nel voler pubblicizzare la sua linea di abbigliamento, la Pretty Green, nel programma del tour degli Oasis, cosa che io non approvavo“. Liam Gallagher replicò alle accuse minacciando di adire le vie legali contro Noel, tacciato di “falsità” e invitato a porgere delle scuse ufficiali. 

Il 29 aprile 2020 Noel ha annunciato l’uscita di Don’t Stop…, un nuovo singolo a nome Oasis, risalente a vari anni prima, pubblicato a mezzanotte del giorno stesso. 

Gli Oasis sono uno dei gruppi più noti e di successo del rock e del Britpop, genere cui figurano tra i pionieri. Hanno venduto circa 65 milioni di dischi in tutto il mondo, hanno piazzato 8 singoli al primo posto nel Regno Unito, 22 singoli consecutivi nella top 10 inglese e raccolto 15 NME Awards, 5 Brit Awards, 9 Q awards e 4 MTV Europe awards. Sono una delle band più titolate e seguite dagli anni Novanta ad oggi.

 

FONTE: Wikipedia & musictory.it

 



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