Rock Revolution Story: WOODSTOCK

Rock Revolution Story

Rock Revolution Story: 22-03-2020 – Woodstock

Ogni Domenica dalle 19:00 su Radio One
“Rock Revolution Story” il mondo del Rock raccontato alla radio con Filippo Brancato
La Puntata di oggi: Woodstock

La Fiera della Musica e delle Arti di Woodstock, meglio conosciuto con il più semplice festival di Woodstock, fu una manifestazione che si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969, all’apice della diffusione della cultura hippie. Vi si riferisce spesso con l’espressione “3 Days of Peace & Rock Music”, “tre giorni di pace e musica rock”.
Il nome ha origine dalla città di Woodstock, nella contea di Ulster, conosciuta per le sue attività artistiche (vi si organizzano festival d’arte) e fu l’ultima grande manifestazione del movimento che da allora si diffuse peraltro sempre più fuori dagli USA.
Woodstock era stato ideato come un festival di provincia ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco; l’esibizione non smise che un giorno dopo il previsto (era stato programmato sino al 17); il tutto condito da quantità enormi di Cannabis e LSD. Il festival ebbe una grande carica simbolica la cui notorietà continua ancora oggi e fu un grande evento della storia del rock e del costume.

Un festival omonimo è stato riproposto ogni dieci anni dopo l’originale e, nel 1994, per celebrare i venticinque anni da allora; ogni volta vengono ospitati nuovi artisti, assenti nelle edizioni precedenti, insieme a musicisti già esibitisi su quel palco: così questi eventi, ciclicamente, danno un’idea della trasformazione della società (in particolare negli Stati Uniti) dalla prima ispirazione hippie alle edizioni più recenti, che hanno visto anche episodi di violenza e una sfumatura commerciale ben lontani dall’atmosfera allegra e utopistica dei “figli dei fiori”.

I promotori del festival di Woodstock furono Michael Lang, John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld Roberts e Rosenman che avevano pubblicato un annuncio sul New York Times e sul Wall Street Journal, presentandosi come “Challenge International, Ltd.”: Uomini giovani con capitale illimitato cercano interessanti opportunità, legali, di investimento e proposte d’affari. Lang e Kornfeld li contattarono, e con loro progettarono uno studio di registrazione da mettere su nel villaggio di Woodstock, un luogo dall’atmosfera ritirata e tranquilla. Presto, però, immaginarono di realizzare al suo posto un più ambizioso festival musicale e artistico. Roberts era incerto se abbandonare l’iniziativa, consolidando le perdite che vi aveva subito; infine la sua decisione fu di restare nel gruppo e finanziare il Festival, Woodstock era per loro un’iniziativa commerciale, che chiamarono appunto “Woodstock Ventures”, una possibilità di guadagni. Divenne una manifestazione ad ingresso libero quando gli organizzatori si accorsero di stare attirando centinaia di migliaia di persone in più del previsto: circa 186.000 biglietti erano stati acquistati in prevendita.

Nella primavera del 1969 la Woodstock Ventures affittò per 10.000 dollari il Mills Industrial Park, un’area di 1,2 km² nella contea di Orange, dove avrebbe dovuto svolgersi il concerto. Alle autorità locali era stato assicurato che non si sarebbero radunate più di 50.000 persone, ma gli abitanti si opposero subito all’iniziativa. All’inizio di luglio fu varata una nuova legge locale, per cui sarebbe occorso un permesso speciale per ogni assemblea di più di 5.000 persone. Infine, il 15 luglio il concerto fu definitivamente vietato con la motivazione che i servizi sanitari previsti non sarebbero stati a norma.

La nuova (e definitiva) location fu Bethel, della contea di Sullivan, una cittadina rurale 69 km a sud-ovest di Woodstock. Elliot Tiber, il proprietario del motel “El Monaco” sul White Lake a Bethel, si offrì di ospitare il festival in una sua tenuta di 15 acri. Aveva già ottenuto un permesso dalla città per il “White Lake Music and Arts Festival”, che sarebbe stato un concerto di musica da camera.
Quando si accorse che la sua proprietà era troppo piccola per Woodstock, Tiber presentò gli organizzatori a un allevatore, Max Yasgur, che accettò di affittare loro 600 acri (2,4 km²) per 75.000 dollari.

La notizia del concerto che si preparava fu annunciata da una radio locale già prima che i promotori e Yasgur lasciassero il ristorante dove si erano accordati, fatta trapelare da alcuni lavoratori del locale.
Altri 25.000 dollari furono pagati come affitto a proprietari confinanti per ingrandire il sito del festival.
Il terreno di Yasgur formava una conca naturale digradante verso lo stagno Filippini a nord. Il palco fu costruito alla base del rilievo, con lo stagno sullo sfondo. Lo stagno sarebbe diventato un luogo molto amato dai partecipanti, che vi facevano il bagno svestiti.
Gli organizzatori ripeterono anche alle autorità di Bethel la loro stima di 50.000 partecipanti.

INVITI RESPITI :
Gli organizzatori del festival contattarono John Lennon per chiedere la partecipazione dei Beatles (che erano virtualmente separati, ma avrebbero ancora eseguito le ultime incisioni, sciogliendosi ufficialmente nel 1970). Lennon rispose che avrebbero suonato solo se fosse stata invitata pure la Plastic Ono Band, il gruppo di Yōko Ono. Gli organizzatori lasciarono perdere, visto che la Plastic Ono Band non era conosciuta né considerata all’altezza degli altri gruppi.
Bob Dylan era in corso di trattative, ma si tirò indietro a causa della malattia di un figlio e della confusione che si stava creando intorno a casa sua, che si trovava proprio nella cittadina di Woodstock.
I Rolling Stones, ancora provati dalla recente morte del loro chitarrista e fondatore Brian Jones, rifiutarono l’invito in quanto Mick Jagger preferì partecipare alle riprese del film Ned Kelly per il quale gli era stato proposto il ruolo da protagonista nei panni del famoso bandito australiano. Inoltre Keith Richards tornò a Londra per assistere alla nascita di suo figlio Marlon, avuto dall’attrice Anita Pallenberg. Stando invece alle parole di Joel Rosenman, semplicemente i Rolling Stones non vennero nemmeno invitati in quanto non in linea con lo stile pacifico del festival e si voleva evitare ogni eventualità di risse e disordini (una delle loro canzoni di maggior successo in classifica all’epoca era proprio Street Fighting Man).

I Doors si stavano riprendendo da un periodo di guai con la legge, dovuti soprattutto alla presunta oscenità delle esibizioni di Jim Morrison che comunque, anche sotto l’influenza di alcool e droghe, aveva dato agli ultimi concerti un’aria esacerbata e convulsa. Dopo lo “scandalo” del concerto di marzo a Miami, annullarono tutti gli spettacoli in programma e non presero in considerazione l’ipotesi di partecipare al festival, anche per il disagio di Morrison a cantare in grandi spazi aperti.
Il manager dei Led Zeppelin, Peter Grant, ha detto: “Ci era stato chiesto di andare a Woodstock e all’Atlantic ne erano entusiasti, e così il nostro promoter negli Stati Uniti, Frank Barsalona. Dissi di no perché a Woodstock saremmo stati soltanto un’altra band in scaletta”.
I Jethro Tull rifiutarono dopo che Ian Anderson, frontman del gruppo, seppur conscio della grandezza dell’evento, decise per il no a causa della sua estrema avversione nei confronti del mondo hippy e di tutto ciò che lo accompagnava, in special modo l’uso di sostanze stupefacenti, l’abuso di bevande alcoliche e gli eccessi in generale. Pare che lo stesso bassista Glenn Cornick sia stato cacciato dalla band in quanto poco compatibile con la personalità di Anderson per simili ragioni.
Altri invitati che rifiutarono furono Frank Zappa & The Mothers of Invention, i Byrds, i Moody Blues, Paul Revere & the Raiders, i Free, gli Spirit e i Mind Garage. Anche la leggenda del rock and roll Chuck Berry avrebbe dovuto partecipare al festival, ma non si riuscì a trovare un accordo con l’artista.

ANEDDOTI:
L’affluenza di gente a Bethel, soprattutto ragazzi, fu massiccia e immediata. Il traffico bloccò a lungo alcune autostrade dello stato di New York. Il sito del festival non era stato attrezzato per tante persone: le strutture sanitarie erano insufficienti, il sistema di pronto soccorso in parte impotente; molti partecipanti si trovarono in difficoltà a causa del clima, per la mancanza di igiene e di cibo.- Benché l’atmosfera del festival fosse straordinariamente serena, si ha notizia di due decessi a Woodstock: uno probabilmente causato da un’overdose di eroina, l’altro per la morte accidentale di un partecipante che dormiva nel sacco a pelo in un campo di fieno limitrofo, venendo investito da un trattore.

Sembra anche che si siano verificate due nascite (in un’auto ferma nel traffico e in un elicottero) e quattro aborti spontanei.
John Sinclair era un poeta e attivista politico, condannato da poco a nove anni di prigione nel Michigan per avere offerto due spinelli a una poliziotta in borghese. Sarebbe stato scarcerato presto, dopo una grande mobilitazione di artisti (John Lennon gli dedicò la ballata John Sinclair) e movimenti. Dopo il festival Townshend avrebbe spiegato che sosteneva la causa della sua liberazione, ma che avrebbe picchiato Hoffman per l’intrusione, indipendentemente dal suo messaggio.
Max Yasgur, che aveva offerto il suo terreno, parlò con stupore di come mezzo milione di persone, in una situazione che avrebbe permesso risse e saccheggi, avessero creato realmente una comunità motivata dagli ideali di pace e amore. “Se ci ispirassimo a loro” – disse – “potremmo superare quelle avversità che sono i problemi attuali dell’America, nella speranza di un futuro più luminoso e pacifico…”.

FONTE: Wikipedia



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