John Lennon: 40 anni fa l’assassinio

Scritto da il 8 Dicembre 2020

John Lennon, uno dei due talenti più evidenti insieme a Paul McCartney della band più influente del Ventesimo secolo, i Beatles.
Colui che ha anche composto e cantato un brano indelebile come «Imagine» (1971). Non soltanto una canzone mozzafiato, ma il manifesto di un’utopia. Nella colonna sonora mentale di chi sogna un mondo migliore, «Imagine» c’è sempre, e meritatamente.

John Lennon è stato ucciso con quattro colpi di pistola alle spalle, sparati da una distanza di circa tre metri, davanti al Dakota Building, nell’Upper West Side di Manhattan, lunedì 8 dicembre 1980 alle ore 22:50. Il suo assassino, Mark David Chapman, ne aveva venticinque. Nato in Texas, cresciuto in Georgia, lavorava come guardia alle Hawaii. Soffriva di disturbi psichiatrici, era ossessionato dai Beatles, da John Lennon e dal romanzo «Il giovane Holden» di J.D. Salinger. Dopo aver sparato, s’è messo a leggerlo, aspettando l’arrivo della polizia.

L’artista di Liverpool aveva da poco compiuto 40 anni e la mattina dell’8 dicembre aveva posato insieme alla moglie Yoko Ono per la copertina di Rolling Stone, immortalato nudo da Annie Leibovitz per quella che rimarrà una delle cover più iconiche della storia. Quella sera la coppia rientrò nel proprio appartamento all’interno del Dakota Building quando Chapman colpì il musicista a sangue freddo con una pistola calibro 38: quattro proiettili alla schiena, uno gli perforò l’aorta. 

La notizia della morte di Lennon (nella foto con i Beatles a Milano nel 1965) arrivò nel pomeriggio in Italia.


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